Cosa significa che hanno hackerato Chernobyl

A causa del ransomware Petya è andata fuori uso una parte dei sistemi di monitoraggio delle radiazioni. I sistemi informatici vitali per la gestione dell’impianto (e per prevenire fughe radioattive) sono rimasti inviolati

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(Foto: Anadolu Agency/Getty Images)

L’attacco ransomware Petya che in queste ore di sta diffondendo su scala globale ha interessato anche la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. In particolare, la notizia rilanciata dalle agenzie di stampa è che una parte del sistema di monitoraggio delle radiazioni ha smesso di funzionare.

L’area intorno alla centrale è ancora ritenuta attiva e pericolosa dopo il disastro nel 1986 in cui esplose un reattore nucleare, ma attualmente il sistema informatico di controllo automatico è parzialmente inutilizzabile. Per questo, hanno fatto sapere le autorità ucraine, da martedì in alcune aree i controlli devono essere eseguiti manualmente utilizzando le tecnologie e i sensori delle precedenti generazioni.

L’attacco hacker ha anche portato offline il sito web della centrale nucleare, in cui normalmente vengono pubblicate informazioni relative al monitoraggio dell’area adiacente all’impianto. Secondo quanto appreso finora, tutti i sistemi interessati dall’attacco stavano funzionando su sistema operativo Windows, il bersaglio di Petya.

In particolare, pare che i computer hackerati avessero installato Windows Xpsenza però che i sistemi operativi fossero stati aggiornati con le ultime misure di sicurezza distribuite da Windows.

Le autorità hanno fatto sapere che tutto il resto dell’impianto sta continuando a funzionare, e anche una parte dei sistemi di monitoraggio non è stata coinvolta dall’attacco.

Un team di esperti è al lavoro per contenere i danni dell’attacco informatico.Il direttore dell’impianto Vladimir Ilchuk ha comunque fatto sapere che al momento non ci sono elementi che possano far pensare a fughe radioattive, visto che si tratta di un guasto al solo sistema di monitoraggio. I sistemi di sicurezza a più livelli, infatti, hanno protetto i “sistemi informatici vitali” dell’impianto, inclusi quelli che servono per scongiurare fuoriuscite radioattive.

L’Ucraina è uno dei Paesi più interessati dall’attacco Petya, tanto che sia le infrastrutture pubbliche (incluse le reti energetiche) sia molte aziende sono state colpite e hanno segnalato malfunzionamenti.

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